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Lettera a una belly dancer napulitana a NYC, Telecom, Mastella, Cai, Collin con spacciatore organizzato


Palummè' chist'è nu lume,
nun è rosa o giesummino..
(post con Di Giacomo - Buongiovanni e Pietra Montecorvino)

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Jorn Hansen, Psykoterapeut(MPF) & Billedhugger. Denmark.

.. E tu, a forza, ccá vicino te vuó' mettere a vulá!...
tu dimentica il danese e tutte le sue installazioni perchè se c' è del soppy in Danimarca c' è anche qui. Però sai che qui è tanto per fare e strafare e simulare: per indorare e ingentilire il triviale.

Vatténn''a lloco! Vatténne, pazzarella! va', palummella e torna, e torna a st'aria accussí fresca e bella!... I babà di Scaturchio - dopo un tot di anni lontano me li hanno ricordati sia PasqualediGennaro, però parlando delle sfugliatelle ricce, che il NYTimes - e i babà di Carraturo piacciono anche ai giornalisti tv: prima di spegnere in faccia a Santoro, al silente Travaglio, agli "attesi Biagi e Luttazzi", al "non sarebbe male Grillo" il biondo me ne ha dato uno ok: "Sono uno spacciatore o-r-g-a-n-i-z-z-a-t-o" "quante ore lavori?" "normale: 6, 7 ore", uno non giovane, passo don-d-o-o-lante tra sacchetti di monnezza. Carmè, Nicce, Giorgio & Pasquà, questa Napoli ci fotterà. "Non l' ammazzate signò, è vecchierella .." - una colazione a due passi da East River, così tonda, la colazione, che la tua finestra sorridendo si inventava un bow-window mentre tu mi raccontavi Carmè - ".. e la zoccola riuscì a tornare indenne nella sua chiavica". "Che mestiere fai?" "Sono uno spacciatore organizzato", un poeta? e voi e io: "iamm' 'uagliò prendiamoci 'na pastarella che per ora non ti sparo".

I miei 4 plio-babà (i'll c u 2nite) :

.1° babà. Come col tempo anche il cancro diventa una favola. Mi pare di aver sentito Mastella parlare a proposito delle intercettazioni del Sifar, la merdosa banda di "Statali" golpisti nei puzzolentosi anni sessanta. Mi è parso che dicesse qualcosa come: "bisogna distruggere le intercettazioni come si fece allora". Sì tra i vivi, anche al sud, c' è ancora qualcuno che finge di credere alle favolette di Andreotti. E in un certo senso può far piacere.


.2° babà. Le domande che i giornali italiani non si fanno e che invece la RIA (Raccoonz' Intelligence Agency) si fa:


- Telecom: Almeno delle intercettazioni più "utili" quante copie masterizzate in DVD girano da settimane anche a Montecarlo?

- L' HD di Carlo Bonini: quanti cloni ci son ora sul mercato dell' hacking vista e provata l' insicurezza informatica dei tribunali?

- Prodi contro Rodotà: cosa bofonchia uno che non ha ancora mandato a casa Pollari e Pompa, due boss dell' intelligence (?) che mentre pagavano come pusher di segreti il Farina (senza scherzi!) si facevano phrekkare dall' ultimo poliziotto della Procura?

- RIA Le altre patacche, ma stavolta con il babau di comodo. La CIA fa comodo a tutti, la sua esistenza è una manna soprattutto per i giornalisti e anche per i politicanti italiani. La notizia che gli operativi si siano rifiutati di interrogare con tortura è un esempio di quello che ti dico. Tutte le stronzate che i "servizi" democristiani & fascisti hanno fatto per cinquant' anni in Italia sono impunite: "Giulio, ma sarà davvero proprio colpa della CIA?".

- RIA Quando al babau si aggiunge il grembiule. All' Ansa di Milano incontravi anni fa un "autista" con un pugnale fascista tatuato sul braccio. Ti spiegava le origini di ogni porcheria: La Lobby Ebraica, i Marxisti (: Anarchici?, Culatoni) e soprattutto la Massoneria, però il camerata Gelli per lui era occhèi. Chissà se oggi capisce la differenza tra Garibaldi, Truman e Raffi da una parte e i piduisti-post,-ma-sempre-ricattatori, che spiavano anche Afef?


. 3° babà.Casini di periferia: DS e Margherita verso il PD. Il test dei "non ci sto!". Tu facci caso, ma chi la butta sul metodo per ostacolare il bipartitismo "locale" è quasi sempre un navigato, carrierista, paranoide delle mediazioni. Tu prova a pensare ai momenti-chiave della storia economica, sociale etc della tua enclave. Fatto? Ok, prova ora a immaginare quanto sarebbero cambiate le "cronache materiali" del tuo tempo e nei tuoi posti se il tipo in questione non fosse mai esistito: Per nulla? Hai visto?


.4° babà. Ma è fatuo al massimo e pure libresco. Più che altro è per Angolonero, la mia cortomaltesiana di riferimento. Pur essendo di casa là dove la Linguadoca, dal Gard all' Aude, comincia a sentir di Spagna catalana non conoscevo Jacques Collin che su quel confine ha il suo doloroso retiro. Jacques non è Izzo - che quattro anni fa convertì mia figlia allora 18enne al noir - anche perchè chi nasce vicino alla Cathédrale de Chartres ha un dressage diverso da chi, bimbo, gira tra i docks di Marsiglia. Però il suo e ora "mio", tardivo, Marcel Orien, anche se non è un granchè, non mi dispiace e se, popolarissimo in Gallia, arriva dall' edicola non faccio lo schizzinoso: in fondo proprio quest' estate scoprii che le prime traduzioni di Ellroy e Leonard uscirono in Italia targate Giallo Mondadori. Ma un po' di Google e due telefonate incuriosite mi hanno restituito tracce delle cose che, solo nel caso degli autori di noir, mi interessano di più. E fatti e cronache della vita di Collin, vista come se fosse la trama di un noir, non son banali, c'è anche nera e giudiziaria, epperò non c'è un vero assassino.


Quasi tutto privato
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... 'O bbi' ca i' pure mm'abbaglio chianu chiano, e che mm'abbrucio 'a mano pe' te ne vulé cacciá? ... Carmè. Giorni fa' proprio qui confessai di godermi i tuoi successi didattici, in bellidensin' scrivevo, e da quella sera nelle poche ore che ho passato online ho registrato un' insolita attività in AOL: un nick non più mio riappare a ripetizione, nomi di un passato non mio, già online, si rendono visibili a tutti - Eoel ha il difetto di dare i tempi - ecc. Insomma. Non ci si risparmia il faticoso déjà vu. E il fastidio.

Glissando sul virtuale e tornando alla Cina. Mario Maffi in Downtown, anche frequentando l' amica Fay Chiang, l' altrieri (nel 2003, "New York, l' isola delle colline" F.elli) fu intrigato dalle coincidenze tra le diaspore (cinese, italiana, ebrea ecc.). Io invece, una volta tanto, so' affascinato dalle identità razziali e dalle "radici" del mio Occidente. USA, Immigration: "razza?", l' ebreo Albert Einstein: "Umana". E nelle mie radici culturali, tra le ebraico-cristiane e quelle dell' yggdrasill dei Germani, tra le iperboree poi greche e quelle più antiche egiziane, di Iside "genitrice" delle più recenti libertarie e massoniche, ci sono, con prepotenza, quelle cinesi. L' esempio più bello?: l' arte della vinificazione che i Nonni Etruschi portarono più di due millenni prima di Marco Polo dal Medio-Oriente a Populonia, dedicata al dio del vino Fufluns (chiedi conferme all' Etrusca), nacque almeno altri 6-7 mila anni prima in Cina. Proprio come i firework di sant' Ambrogio o di santa Rosalia, l' ingegneria idraulica del Carlo Emilio Gadda e i progenitori dell' oroscopo nella "D" di Repubblica. Tutto questo me lo racconta anche Cai però aggiungendoci il bello della distruzione dello scarto di fabbricazione e dell' inopportuno, ma mettiam da parte l' arte..

.. E io e te torniamo, con tutti gli altri, alla leggiadria arruginita del quarto giorno d' autunno, alle foglie su Hudson che dalla base della collina minacciano occhi e cuori annunciando la rivincita stagionale del soppy: tiene a mente 'sta palomma, cumme gira, cumm' avota..

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Cai Guo_Qian, inopportune2. E su questo Cai per un po' non torno.

Pubblicato il 25/9/2006 alle 0.50 nella rubrica Lettere a una belly dancer.

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