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Aleph, Portorosa Hotel o Gare de Perpignan? nuova catena e gioco sul cannocchio

Le nostre "Gare de Perpignan", i centri dei nostri mondi (*) 

Populonia, a west da pineta e spiaggia di Baratti. Photocoon no ©

(*) Salvador Dalí a toujours été fasciné par la gare de Perpignan. Lors d’un de ses passages, il y a affirmé : " Soudain, tout apparut avec la clarté de l’éclair, devant moi se trouvait le centre du monde "

É un gioco invernale. Perchè d' inverno è meglio, dopo è più facile .. pensarci su. Ognuno deve raccontare i 'centri' dei suoi mondi. Ho pensato di proportelo ricordando un post di nocturama e di un suo viaggio sardo intervistando la rockstar Julian Cope e dopo aver visto un' immagine ritoccata sul blog di bluewitch, era Baratti, una delle mie Stazioni di Perpignan, uno degli Aleph delle mie età (qui cito Borges, ndrac), uno dei miei Portorosa Hotel ( e qui cito "Sam Dunn è morto" di Bruno Corra, ndrac). A me e a te farà piacere raccontarceli. Poi qualcuno ci andrà e coglierà cose che non avrebbe visto se non ci avesse letto. Raccontane quanti ne vuoi, 3 o 4 oppure cento, il blog è tuo! Io ne racconto otto, tanti, perchè ho tempo, fuori piove eppoi son quasi vecchio e ho lavorato per decenni in giro. Eccoteli:

.1 Populonia e il golfo di Baratti (cliccando qui lo vedi dall' alto del castello mentre la foto sopra il post e questa sono a ponente della pineta sul mare e della necropoli etrusca quasi sulla spiaggia. Incontrai Populonia, Fufluna etrusca dedicata al dio del vino Fufluns, nei primi anni '80 casualmente lo stesso giorno in cui la scoprì Michele Serra, lui stava facendo per l' Unità un giro d' Italia con la Panda FIAT e fu amore a prima vista, non per Michele S. e nemmeno per l' Unità che già conoscevo e ancora meno per l'auto visto che non guido se non un tempo moto e cavalli e mia moglie usa solo auto tedesche.
A Baratti, antico porto etrusco con i moli di pozzolana insabbiati, mi è capitato di tutto sia nella realtà che ricordandola. Niente che io possa scrivere e descrivere qui senza violare la privacy di qualcuno.
Una curiosità invece sì! due o tre anni fa a maggio fa stavo mangiando fettunta profumata (i romani si sa scopiazzano e rinominano e fu così che la fettunta divenne poi bruschetta, ndrac) ero sulla piazzetta del castello e qualche tavolino più in là c' era una famiglia con insalatone. La ragazza, una brunette trentenne, continuava a guardarmi e a sorridermi. Lì per lì, vittima idiota di vecchie vanità, pensai che il posto avesse prepotentemente potenziato il mio charme stagionato. Ma concluso il loro pasto al sole i tre si avvicinarono e il padre con buona cantilena di Brooklyn mi chiese se io, Steven Spielberg, fossi lì per lavoro o per gaudio. Sono italiani americani di Long Island e so che li delusi due volte spiegando che si erano sbagliati e che no non avevo mai neeeemmeno lavorato a America Oggi (la testata in italiano che si stampa in NJ, ndrac), ma finì che parlammo di conoscenze comuni e di ristoranti inToscana e a NYC come succede sempre.

.2 Baires. El Tercero del Sur . C'era una volta un Cafetín molto più umile di questo, era vicino al rio El Tercero del Sur dove poco più in là finisce nel Plata. Come quello della foto aveva mobili scuri solo più bassi e non avresti potuto berci uicchi UK e nemmeno Champagne francés. Avevo una ventina d'anni e ogni volta che arrivavo a Baires andavo lì in un certo giorno della settimana che adesso non ricordo più. Avevo già letto Ficciones, ma non Carme Presunto che sarebbe stato stampato in Italia solo l' anno dopo. Ecco ti ho detto quando. Lì a calle Chile miscelavo quel tanto di Ficciones che mi aveva intrigato, "La morte e la bussola", e l' amicizia e gli appuntamenti con una puttana del Nord (ma puttana lo scrivo con tanto affetto) perchè nata in Catamarca. Gli studi sulle avventure della setta degli hasidim erano ambientati sul Plata in una Buenos Aires immaginaria perchè così aveva scritto l' autore aggiungendo "malgrado i nomi nord europei".
Qualche cognac di Mendoza insieme a una naturale propensione al fantasticare e a una pillola di metedrina per rendere poi interminabili le erezioni mi convincevano che quel caffè fosse il bar-reception dell' Hotel du Nord proprio quello dove "Per quest' altra volta le prometto questo labirinto invisibile, incessante, d'una sola linea retta".

Era il giorno di libertà della criolla (si legge più crioggia laggiù) quando lei si divertiva a simulare un giorno di vacanza con clienti che le erano simpatici, giro con martini y platitos alla confiteria Florida, un po' di shopping in Florida e Corrientes 'fidanzato' pagando, cena all' Estancia in calle Lavalle poi la moblada di lusso per dar corso alla metedrina. Il tutto condito con la sua chiacchera continua e colta, leggeva molto con l' entusiasmo dell' autodidatta e sapeva di musica io le guardavo le spalle e aspettavo e ascoltavo. Era molto schierata politicamente e contro il generale Ongania usava espressioni da sudiciona, a letto era sempre allegra e la sentivo così intensamente che Liala avrebbe parlato di infatuazione amorosa.

La cosa andò avanti per più di due anni, la raccolta di versi "Carme presunto" era ormai diventata per me una vecchia ristampa "Poemas" di Emecé Editores con "..ni la suceción de tu vida situándose en palabras o | acallamiento | serán favor tan misteroso | como mirar tu sueño implicado | en la vigilia de mis brazos ..". Andò avanti per più di due anni anche se non amava Borges. Poi uno di quei giorni non la trovai più, era già successo, ma si ripetè la settimana seguente e girai in tutti i locali che frequentava, ma nulla, era scomparsa e il cameriere del caffè non sapeva niente di lei. Ero stato anche a casa sua per un suo compleanno, ma un anno prima e avevo perso quel suo indirizzo nel suburbio. Non la rividi mai più anche perchè poi il lavoro non mi portò più a Buenos Aires e non ne ho proprio più saputo nulla, nemmeno di quel Cafetín.
Sono stato prolisso perciò in regalo ti segnalo spartito e parole di una milonga squisita è giacinto chilana, la musica la fece Astor Piazzolla e le parole Jorge Luis Borges.

.3 Saint-Guilhem-le-Désert, Herault è non troppo distante dalle spiagge della Sète di Paul Valéry e di Georges Brassens, dalla Balaruc balneare di Flaubert con le sue sorgenti dolci sottomarine, dal crocevia più in su dove, dopo aver incontrato Bruyas, il Comunardo du nord dipinse "Bonjour Monsieur Courbet".
Saint-Guilhem è poi vicina al vecchio Ghetto della Pézenas di Molière dove comprare lavanda e ricordarsi dei solari qabbalisti di Provenza e Languedoca è un obbligo . É lì a Saint-Guilhem l' abbazia di Gellone, che tu vedi cliccando qui, è in cima alla salita che costeggia il torrente e se ti guarderai intorno scoprirai tracce catare e della popputa dea madre fin sulla facciata dell' abbazia simili a quelle che sono servite a Dan Brown nel suo libretto piacevolmente mal scritto che però ha venduto più della Bibbia (noiosamente scritta ancora peggio).
A Pasqua dagli anni '80, un anno sì e l' altro no, puoi incontrare il coon a Saint-Guilhem o a un paio di centinaia di kilometri più a est tra le bauxiti di Les Baux, seconda "meraviglia di Francia". Qui il castello diroccato e e qui col paese soleggiato. Se lo conosci ti sembrerà un po' brillo .. perchè è il calvà o perchè certi posti danno un po' alla testa.

.4 Broadway Subway Station. Per me una vera Gare de Perpignan a NYC, ma come avrai visto la Broadway che qui si cita non è a Manhattan. Non so se è capitato anche a te ma ci sono posti che hai frequentato anche solo per pochi giorni che ti restano inchiavardati nella memoria, agiscono affabulanti a distanza di tanti anni, si trasformano in mito ingombrante e congelano iper realisticamente ogni azione che tu abbia compiuto nei loro dintorni.
Se poi a cartellone ci furono ferite fatte quei posti non ti abbandonano più. E così un giornalaio greco dopo anni diventa argonauta, una caffetteria bianca sterilizzata ti avrebbe fornito bevande eleusine, un fiorista egiziano è figlio di Iside e una tabaccheria ti ha venduto, una volta che non eri da solo, sigarette che non sono mai esistite.

.5 Karystos in Eubea. Eccola. " .. Fece sorgere un vento tempestoso, s' innalzarono le sue onde, salirono fino al cielo, scesero negli abissi", ma qui non ci sono i "prodigi" talmudici del salmo 107 quelli che fecero ciacolare reb Jehudàh, perchè qui è Grecia di levante, è mare anche vero anche incazzato quando tira il nord est. La mia prima volta di Karystos fu con tempesta autunnale e vento che arrivava inferocito dai Dardanelli e se vuoi enfatizzare anche da Troia. Era la fine degli anni sessanta, allora il paesino era di poche case, pochi pescatori, contadini un po' di più e pastori tanti. Ci si ritorna solo perchè ci si ricorda come era e per le antiche amicizie. Quella volta al largo degli scogli di Mandili si perse il governo della barca, poi però un pietoso scarroccio saltuariamente controllato ci portò nel golfo, nella bonaccia di mare spazzata dalle raffiche. La fine di una fatica continua, della paura e le grosse olive con il formaggio fresco..

.6 Istanbul. Il ponte di Galata. É l' unico dei miei posti anche turisticamente celebrato qualcosa di banale come Burano, Portofino o Capri. Roba buona per viaggi di nozze di timidi impiegati. Se non ci sei mai stato/a te lo mostro in un'immagine mooooolto più vecchia di me. Negli anni mi ci trovai più di un centinaio di volte e la veduta del tempio scontato lassù e dei tanti minareti non valse mai quanto il guardare i pescatori forse di sgombri che dalla riva lanciavano e rilanciavano le loro esche puzzolenti. E questo perchè, mio/a caro/a, certe immagini valgono dal vivo mille volte meno che in cartolina o in un quadro se si è appena un po' ruskiniani anche senza saperlo.
A Galata l' odore dell' acqua stagnante è zuccheroso, però a Istanbul, da zona a zona, la stessa acqua manda odori diversi. Sul Bosforo, dove scorre, sente del blando salmastro del Mar Nero, ma a Scutari, sempre sul Bosforo, l' odore è tagliato dal legname vecchio di certe case e ti fa pensare ai cantieri di demolizione di antiche navi etcetc.
Lì avevo ogni volta un rapido appuntamento per lo scambio di alcuni documenti con una vera apparizione cinematografica d' altri tempi. Madame Schembri, allora quasi novantenne, arrivava con tacchi alti, collo di volpe e la sigaretta in un lungo bocchino, unica, agile e regale, ribalda e anche ironica. Fingeva di credere ai complimenti ammirati del trentenne che ero e mi porgeva la mano per il bacio per poi voltarsi e rigida, impettita tornare alle sue tante attività. Galata era magica per me: un film, un costante senso di insicurezza, pescatori di sgombri con apparizione fantastica di una signora turca d'altri tempi.

.7 Sulle spiagge di Maimoni quasi accanto agli scavi di Tharros.  Sia che tu ci capitassi con Achinoam Nini (Noa) sia che tu ci capitassi con Davide Riondino o Paolo Hendel il posto fu per tanti anni un' enclave toscana nella mezza Sardegna di ponente. Il quarzo rosa e bianco formato saila menta domina la spiaggia e i fondali mentre l' arenaria emerge nelle basse rive che, in sedicesimo, sognano d' esser falesia. Di Tharros, che forse conosci anche bene, te ne ho già parlato annoiandoti con la sua fisica, urbanistica vocazione a deludere di brutto chi si sente col dna "puro" per appartenenza unica, non bastardo mediterraneo quale invece è. Sai già della piccola città nuragica da dove in pochi metri scendi sul tofet punico, al tempio semitico, ai calidarium, frigidarium e tepidarium romani, alle tante case fenicie e alle poche case dei Vandali passati di Spagna, poi dal nord Africa, veleggiando e vogando, risaliti fin lì nel buco del culo del mondo e di troppi naufragi e imbastardimenti. Ma è di Maimoni ex periferia di Pontedera, val d'Arno che ti volevo parlare. Dei crostoni con i pomodori secchi, l'origano, il timo, le acciughe salate e il pecorino fresco. Del fatto che non c'è riparo per le barche e ci arrivi solo in auto, in bicicletta o a cavallo (a pelo). Della coppia di pirati di Pontedera (appunto) che scoprì quel paradiso, ci costruì un pozzo artesiano, una baracca con cento birre e la dura vernaccia di lì. Dei loro cani, gatti, conigli selvatici e dei loro clienti di tutto il mondo che andavano e vanno lì furtivi lontano da fans e da lussuosi natanti.


.8 Pitigliano. La piccola Gerusalemme che è sopra e questa è un cerchio che per me si chiude, di nuovo Tuskany ed etrusca come il primo posto, Populonia-Baratti, di nuovo pasquale (sai che mi riferisco alle vacanze per la pasqua cristiana) quasi sempre nell' anno in cui non attraverso il Midi e non vado a Saint Guilhem, ma anche d'estate quando dal mare di Maremma salgo per Capalbio, per Vulci, o con giro molto largo per Montefiascone e Bolsena fino alle tre città rifugio degli ebrei perseguitati dai papi nel '600, Sovana, Sorano e Pitigliano. Nelle piccole Sovana e Populonia come a Tharros e Saint-Guilhem, ma molto di più a Pitigliano tra i turisti che incontri i più vengono da molto lontano, anche dall' America, attirati dalle tante culture, miti o superstizioni del Mediterraneo che proprio in quei posti sono riassunte e catalogate nelle pietre dei muri, nelle necropoli, in ricette, vini e cucine, nei diversi luoghi di culto e nei dialetti bastardi.
Pitigliano in questo la fa da padrone perchè ha digerito tracce dell' età del bronzo, etruschi, romani, papi, Medici, Asburgo-Lorena ed ebrei dal '600 fino agli anni '30 fascisti. Ai primi del novecento il 2o% degli abitanti si dichiarava ebreo mentre nel '45 non ne erano rimasti più di una decina. Oggi puoi ritrovarci il tempio (e questo è l' interno) ricostruito come nel '700, il forno per il pane e i dolci, come gli sfratti, della tradizione ebraicale e per le azzime, il vino Kasher. E grazie soprattutto a una piccola signora ebrea sorridente, Elena Servi che è presidente dell’associazione Piccola Gerusalemme, trovi la memoria storica di una delle comunità più ingombranti per la storia dello stato pontificio e del fascismo, ma più intriganti per quella dei tanti "giusti" atei o cristiani che per salvar la vita a ebrei rischiarono la propria.
Pitigliano è uno dei miei posti quando mi va di stare per qualche giorno nella quiete sospesa su un passato accelerato e ingarbugliato, in armonia bevendo vino pesante e mangiando d' incanto.


E copiando il fortunato regolamento di un gioco che si è appena concluso sul cannocchio tu racconta i posti più importanti nella tua vita e invita cinque o sei vittime a fare altrettanto.
Comincio io passando il testimone ovviamente a Nocturama e Bluewitch perchè involontariamente mi hanno istigato, poi a sogniebisogni che stando in Indiana ha bisogno di evadere in qualche modo, a wobegon perchè il Minnesota non è poi molto diverso dall' Indiana anche se lì c'è il Norvegese Ignoto, a Barbara, perchè ex-cognata che so avere posti importanti per lei e a Vecuvia, pur non conoscendola immagino che di posti ne abbia un bel tot, ma quest' ultima forse non mi perdonerà questo tentativo di coinvolgimento in catena e non lo subirà.


Pubblicato il 28/1/2006 alle 18.38 nella rubrica Portorosa Hotel.

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